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                                                                                                                                                                   lunedì 13 maggio 2013
██       "Nuovi Classici per il III Millennio".
            Continuano, nella Sala delle Accademie della Biblioteca Ambrosiana, Piazza Pio XI, 2, Milano, gli incontri
con antichi Autori dal IX fino al XIII secolo e con i loro testi fondamentali. Ciascun incontro prevede la lettura
e il commento di un Nuovo Classico. Passi significativi di tali testi delle tradizioni ebraica, cristiana  arabo-islamica
sono commentati da un loro grande interprete e discussi in prospettiva etica e sapienziale, politica e profetica. 
Lunedì 13 maggio 2013 dalle 18:30 alle 20:00 ~ ingresso libero ~ viene presentato
                                             "Emunoth v’Deoth" (Il libro delle credenze e opinioni)
                                             di Sa’adya ben Yossef Gaon_________________________
                                             commentato da Rav Giuseppe Laras  
La sua influenza e ispirazione religiosa e poetica furono di sostegno nei secoli all’avventura ebraica.
La sua ricerca speculativa fu tesa ad ancorare la fede alla razionalità del pensiero filosofico.


                                            _______________________________________________________________
                                                                                                       da mercoledì, 8 maggio 2013 a sabato 11 maggio 2013

██   ██   ██   Quattro intense giornate di studio al cuore della libertà.

La legge che pose le basi per la libertà religiosa in Europa
fu emanata nel 313 dall'imperatore romano Costantino.

Permane però anche oggi molto concreta in tutto il mondo
la propensione politica a non tutelare e a ridurre altre libertà,
se è la stessa libertà religiosa per prima, individuale e collettiva,
privata e pubblica, ad essere intaccata o compromessa.

Le giornate di studio sul tema
COSTANTINO A MILANO
L’EDITTO E LA SUA STORIA  (313 - 2013)_______
si svolgeranno a Milano
promosse e realizzate dall'8 al 10 maggio
dalla Biblioteca Pinacoteca Accademia Ambrosiana,
dall'Università Cattolica e dall'Università degli Studi di Milano.
Trentatre gli interventi accademici sull'Editto,
le sue ricadute, i suoi effetti e gli approcci specialistici.
Due le visite archeologiche: al teatro e al foro romano.

Un contributo decisivo alle quattro giornate è offerto proprio
dalle sette Classi di Studi che compongono l'Accademia Ambrosiana,
presieduta dal Prefetto dell'Ambrosiana, Mons. Prof. Franco Buzzi,
e la cui istituzione consolida ed accresce il rigore scientifico
e la valenza culturale di tutta l'Ambrosiana, Pinacoteca e Biblioteca.

- Apertura augurale e inaugurale del Cardinale Angelo Scola
                         Testo scritto del suo intervento_____________     
                         Audio e video del suo intervento____________
- Tavola comparativa delle fonti greco-latine dell'Editto di Costantino preparata
da Bernard H. Stolte per il suo dottissimo esame operato nella relazione "Due lingue del diritto?
Osservazioni sul vocabolario dell’Editto di Milano"______

- Lectio magistralis a due voci nella Sala delle Cariatidi in Palazzo Reale a Milano______
     il 15 maggio 2013 tra il Patriarca di Costantinopoli_____
                                         e l'Arcivescovo di Milano________
- il 16 maggio 2013 l' Atto Conclusivo:
                                              Celebrazione Ecumenica della Parola in Sant'Ambrogio______

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►  Israele domina la scena mediatica domenica, 5 maggio 2013
►  Julija Tymošenko figura centrale dell'Ucraina sabato, 4 maggio 2013
►  Il 3 maggio è la giornata mondiale per libertà di stampa venerdì, 3 maggio 2013
►  La festa del primo maggio tra riti e incidenti mercoledì, 1° maggio 2013
►  Italia: presagio per l'Europa lunedì, 29 aprile 2013
►  Shanghai. Miraggio di libertà per tanti esuli europei  e anche per il suo vescovo ufficiale domenica, 28 aprile 2013
►  Il governo Letta ha giurato, domenica 28 aprile 2013
►  Finalmente in Italia sta per nascere un nuovo governo. sabato, 27 aprile 2013
►  Scrittura di libri e testimonianza di vite - Vivarelli. sabato, 27 aprile 2013
►  "Germanofobia insopportabile" titolano alcuni giornali francesi. sabato, 27 aprile 2013
►  L'economia mondiale si regge sul disequilibrio ecomico tra i diversi paesi del mondo. sabato, 27 aprile 2013
►  Quando il dialogo non è galateo. venerdì, 26 aprile 2013
►  Russia e Francia: revisione del trattato sulle adozioni venerdì, 26 aprile 2013



                                                                          archiviazione tematica


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                                                  autorizzazione tribunale di Milano 34/95 - 28.1.1995 - direttore responsabile Fabio Trazza




 
il narratario

giornale  in  foglio  con  editoria  elettronica  da  tavolo
laboratorio  di  testi: 
racconti  analisi  rapsodie  epopee
milano, giovedì 20 giugno 2013

                                              ____________________________________________
                                                                                                                                                                martedì 11 giugno 2013
██       "Favole e Facezie"
             I fogli originali del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci
             vengono esposti a rotazione ogni tre mesi, raggruppati tematicamente,
per realizzare la prima esposizione mondiale mai effettuata di tutti i fogli, scritti e disegnati, di Leonardo.
Alla vigilia dell'apertura della XVI Mostra, intitolata "Favole e Facezie", nella più bella Sala della Biblioteca
Ambrosiana, l'originale antica Sala Federiciana, è stato possibile vedere in anteprima fogli e disegni
in cui gli studiosi hanno rintracciato gli elementi riconducibili a questa espressione leonardesca.
L'Ambrosiana ha invitato gli addetti a partecipare a una specifica conferenza stampa di presentazione e,
immediatamente dopo, di visione delle opere esposte con la guida di un esperto curatore,
con cui è stato possibile interloquire interloquire. 
                                             La conferenza stampa si è tenuta Martedì 11 giugno 2013 alle ore 11,30
                                             nella Sala XXIII della Biblioteca Ambrosiana
                                             piazza Pio XI, 2 - Milano
Alle 12:30 è iniziato l'ingresso nella Sala Federiciana, aperta anche a quanti, fra i Lettori
della Newsletter  dell'Ambrosiana, si sono presentati con l'invito qui allegato_________
e gentilmente sovrascritto con nome, cognome, indirizzo mail.
                                             Qui i fogli della XVI Mostra, intitolata "Favole e Facezie"_____
                                             
            Leonardo a Tokyo - Intanto a Tokyo, proprio su Leonardo, prosegue con successo la mostra
                                             “Leonardo e la sua cerchia nelle collezioni della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana”,
                                              inaugurata il 22 aprile e allestita con 109 opere custodite dalla Biblioteca Ambrosiana
                                              e di cui la stampa più strutturata nel mondo continua a darne informazione.

Qui, due esempi autorevoli, per testata e per firma degli articoli, che ci guidano nella mostra di Tokyo:

                                              su "L'Osservatore Romano", 8 giugno 2013, p. 4                        
                                              a firma Pier Francesco Fumagalli, Vice Prefetto, Ambrosiana.

                                              sul "Corriere della Sera", 8 giugno 2013, pp. 58-59 intere        
                                              a firma Marco Navoni, Direttore Pinacoteca, Ambrosiana.                              

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                                                                                                                                                   milano, lunedì  10 giugno 2013
██       "Nuovi Classici per il III Millennio".
            Lunedì 1o giugno 2013  si è concluso il I° semestre della Lettura dei "Nuovi Classici per il III Millennio",
sempre nella Sala delle Accademie della Biblioteca Ambrosiana, Piazza Pio XI, 2, Milano.
Sono stati veri e propri "incontri" con antichi Autori dal IX fino al XIII secolo e con i loro testi fondamentali.
Ogni incontro si è svolto con la lettura e il commento di un Nuovo Classico.
I testi presi in esame sono stati tratti delle tradizioni ebraica, cristiana  arabo-islamica e sono stati commentati
da un loro grande interprete e discussi in una prospettiva etica e sapienziale, politica e profetica. 

            Lunedì 1o giugno 2013 dalle 18:30 alle 20:00 è stato presentato
                                            il  "Proslogion"  di Anselmo d'Aosta,__________________
                                                 commentato da Alessandro Ghisalberti.  

            La sua influenza e ispirazione religiosa e filosofica travalicarono i secoli, giungendo intatte sino a Kant.
La critica compiuta da Kant all'argomento principe di Anselmo, la prova ontologica dell'esistenza di Dio, 
non toglie nulla alla sua rigorosa ricerca speculativa che ancora oggi interroga alla radice il senso stesso
di ogni pensiero filosofico e propone anche all'uomo contemporaneo il bisogno di ritrovare se stesso.

            Nota sull’esperienza delle “Letture di Nuovi Classici” compiuta in un anno in Ambrosiana:
            █ Religiosi, atei e miscredenti non s’incontrano solo per strada. Anche sui libri.___


                                             _______________________________________________________________
                                                                                                                                                milano, mercoledì 5 giugno 2013
██       "Ko Un"
            In Ambrosiana - Piazza Pio XI, 2 - nella Sala XXIII, alle ore 16:30, 
            la Classe di Studi  sull'Estremo Oriente, in collaborazione con
            l'Università degli Studi “Ca’ Foscari” e King Sejong Institute di Venezia ha presentato

            la "Raccolta di poesie Sŏn" di Ko Un
            nell'edizione italiana, curata da Vincenza D’Urso, di Nottetempo, 2013_________
                                                                                 Appunti sulla lettura poetica di Ko Un _

                                             _______________________________________________________________
                                                                                                                                                   milano, martedì 4 giugno 2013
██       "La Corea in Ambrosiana"
            In Ambrosiana - Piazza Pio XI, 2 - nella Sala delle Accademie, il 4 giugno 2013, 
            dalle 9:30 alle 17:00, si è svolto il Convegno:
                                                                                          ― La Corea in Ambrosiana ―_______
                                                           Appunti sul Convegno "La Corea in Ambrosiana"__


                                             _______________________________________________________________
                                                                                                                                                      milano, lunedì 3 giugno 2013
██       "Ebrei in Asia"
            In Ambrosiana - Piazza Pio XI, 2 - nella Sala delle Accademie,
            la Classe di Studi  sull'Estremo Oriente lunedì 3 giugno 2013 dalle ore 9 alle 13
ha presentato il Seminario di studio
                                              ― Antiche e nuove vie della seta ― Ebrei in Asia ―

articolato in due sessioni:  ― Il tempo e la storia""Un viaggio nel  presente"
            Di seguito si è tenuta una Tavola rotonda_____________________________


                                             _______________________________________________________________
                                                                                                                                                               martedì  28 maggio 2013
██       Due eventi, al confine dell'arte,
           oggi, casualmente, si sono sfiorati nel cuore dell'Europa,
rimbalzando tra Francia e Austria e nessuno se ne è accorto: la morte di un pittore e la nascita di un film.

Per la morte, si redige il necrologio di Otto Mühl. Per il cinema, si confeziona il Palmarés ad Abdellatif Kechiche.

           Nessuno ne ha visto il collegamento, ma la linea descrittiva degli umori dell'umanità è unica.
Una linea che molti potrebbero definire disgustante e molti eccitante. Sono avvenuti spesso nella storia
della produzione artistica e in quella della sua ricezione gli scandali dell'opposizione disgusto-eccitazione.
Basti pensare al clamore che investì l'impressionismo, oggi universalmente vissuto come materializzazione
del sublime, per capire che nessuna contrapposizione immediata, espressa dinanzi ad un fenomeno estetico,
può essere assunta come campo fecondo capace di sfamare il bisogno di bellezza che l'umanità sempre manifesta.
Quindi, nel giudizio,  dovremmo saper andare oltre il campo delle polemiche e guardare lontano, lontano,
sino al confine dell'arte, un orizzonte che si allarga enormemente man mano che si sale in alto e si coglie ogni
collegamento dell'esperienza estetica che ci appare. O come stella fissa, anche se tremula nella notte. O come
stella cadente, anche se brillantissima nel suo istante più dinamico.  
           Di Otto Mühl si potrebbero anche esaltare le deformazioni volumetriche e le discordanze cromatiche così
necessarie all'espressionismo, ma non si coglierebbe il suo bisogno di piegare la pittura a un film che ci restituisca
tutte le inquadrature possibili escogitate da Pasolini in "Salò o le 120 giornate di Sodoma", per autoliberarsi
dall'ossessione di sesso e sterco.
           Di Abdellatif Kechiche si potrebbero anche esaltare le raffinatezze luministiche e i lavori di scena
così necessari alla trasparenza dell'anima dei corpi, ma non si coglierebbe così il suo bisogno più originario
di piegare l'arte cinematografica a cartellone politico che accompagni l'ultima campagna ideologica
di un invisibile comitato centrale che detta il confine dell'arte.

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██       Naso all’insù. Sulla guglia più alta del Duomo di Milano.
            Lo spunto da un saggio di Franco Buzzi su Ruggero Boscovich.

Chi, oggi, passando nei pressi del Duomo di Milano, alzasse lo sguardo, vedrebbe la guglia più alta incastellata sino
ai piedi della Madonnina. Normali lavori di manutenzione. La guglia non è in pericolo. In realtà un pericolo lo corse.
Ed anche grave: il pericolo di non nascere. Nel ‘700 la disputa sulla sua sicurezza nacque dal timore di uno
scienziato che quella guglia così svettante non diventasse una comoda attrattiva per i fulmini con danni per tutto
l’edificio.
La controversia fu celebre e vide contrapposte le tesi di Paolo Frisi (Melegnano 1728 - Milano 1784), contrario, e di
Ruggero Boscovich (Dubrovnik 1711 - Milano 1787), favorevole. L’ha riportata di attualità un dotto saggio di Franco
Buzzi, pronunciato in apertura del Congresso della Società Astronomica Italiana:

            “Ruggiero Boscovich: astronomer, man of science and letters, 300 years after his birth”,
[ora in Memorie della Società Astronomica Italiana, Suppl., vol. 23, Milano, 18 mag 2011, Curatori: A. Manara, G. Pareschi, G. Trinchieri]

            Franco Buzzi ha rivisitato i dibattiti tra Frisi e Boscovich all’interno del più vasto confronto tra gli ordini
religiosi milanesi al tempo dell’illuminismo. Frisi, barnabita, e Boscovich, gesuita, non erano divisi solo sul sì o sul no
sull’alta guglia, ma più in generale sulla filosofia della natura. Per Frisi era indiscutibile l’irriducibilità del pensiero
alla materia, mentre per Boscovich a costituire la materia sono proprio i “punti metafisici”, quelli “indivisibili” e
“immateriali”. Non paia paradosso. Nel corso del suo sviluppo la scienza incontra sempre quel guado da varcare: la
filosofia e la sua ricerca continua dei fondamenti. Le divergenze correvano lungo l’asse culturale Milano-Parigi e si
focalizzavano su Algarotti, coinvolgendo d’Alembert e Lalande. Su questo asse l’illuminismo milanese, così diverso,
ma mai minore, da quello parigino, ragionava di Leibniz e Newton, di Galileo e Copernico. Di tutte le scienze,
insomma. E delle matematiche sublimi. Frisi non poteva accettare la diminuzione dell’importanza di Galileo che ne
aveva fatto il Lalande, ma che Boscovich giustificava. Non si trattava di dispute astratte, ma di ricadute dirette
sulla riforma dell’insegnamento scientifico in ogni ordine di studi, dagli elementari agli universitari. Boscovich e
Frisi, entrambi scienziati, entrambi colleghi alle Scuole Palatine, entrambi erano sacerdoti, anche se di ordini
religiosi diversi e talvolta conflittuali, e perciò, oltre che alla terra, frequentemente alzavano gi occhi al cielo e, certo,
davanti ai problemi statici da risolvere per la Madonnina di Milano, tremavano entrambi di un tremore diverso. Noi
invece, oggi, si direbbe che andiamo avanti un po’ con lo sgaurdo perso, né in terra, né in cielo. Ma la Madonnina è
sempre lì. Non solo ha evitato tutti i fulmini del cielo e della terra, ma per lei si sta ancora lavorando per renderne
anche più solido il suo singolarissimo basamento: la guglia più alta del Duomo di Milano. E il lavoro da fare non è
solo ingegneristico. È anche filosofico.
            In questo senso il lavoro di Franco Buzzi è così prezioso che ci porta proprio sulla guglia più alta di Milano, ad
osservarne le idee. La sua ricerca ci svela il travaglio intellettuale, il peso delle appartenenze agli ordini, i limiti
umani, i passi compiuti per varcare la “Porta della modernità”. Il saggio, infatti, appena ora disponbile in inglese,
"Debates and diatribes in Milanese religious orders at the time of Boscovich____________________________________
sarà riveduto e ampliato in vista della pubblicazione, in 2 Tomi, dell’opera omonima tra breve alle stampe:

            Franco Buzzi,  La porta della modernità  (sec. xvi-xviii)
                                                       vol. I   - Luteranesimo e cattolicesimo
                                                       vol. II - Teologia, spiritualità, cultura e scienza a Milano
Nota:
Non si immagini che il titolo «Naso all’insù» sia un po’ scanzonato e del tutto irriverente per la materia scientifica trattata,
perché, subito dopo gli eventi cui qui si fa cenno, «all’insù»­ si fece largo nel vocabolario scientifico con l’uso che ne fece
nel 1834 il fisico M. Faraday per denominare l’“anodo” dal gr. ἀνά «all’insù» e ὁδός «via» [in ingl. anode].

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██      Tanti Cinesi contemporaneamente a Roma e in Cina.
           Tempo e spazio attraversati (quando non trafitti) da un'idea di libertà.

Oggi 500 cinesi sono andati in Piazza San Pietro per incontrare il Papa. In Cina, il 24 maggio si è celebrata
la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Ed è iniziato un triduo con pellegrinaggio oggi in San Pietro.
In Cina opera anche la Caritas, sostenuta da Therasia, fondata dalla sinologa Monica Romano, che aveva
anche sostenuto la prima traduzione bilingue cinese semplificato-italiano del Nuovo Testamento e dei Salmi.
Il cinese semplificato si usa nella Cina continentale ed è molto diverso da quello di tipo tradizionale usato
a Hong Kong e Taiwan. La scelta del semplificato è dovuta al numero di cinesi continentali presenti numerosi
oggi a Milano, Prato e Roma. Oggi i Cinesi presenti a Roma, forse, pensavano ai loro fratelli rimasti in Cina.
Certamente, però, in Cina hanno pensato a Roma, quando in un villaggio del nord, Danglu, nella provincia
di Hebei, si è ammassata la polizia per istituire posti di blocco e impedire una processione cattolica.
       Qualcuno dei liberal occidentali più illuminati forse troverà che l'iniziativa sia lodevole - sì, l'iniziativa
della polizia, non certo quella della processione -, perché la religione, per loro, dev'eessere un fatto intimo
di libertà, non dovrebbe riguardare la libertà pubblica.
       Eppure è dall'anno 1900 che Danglu è meta di pellegrinaggio dei cinesi cattolici fedeli della Chiesa cattolica
clandestina. La preghiera, allora, è che anche quei cattolici così lontani possano liberamente riunirsi, almeno
una volta l'anno, e procedere in processione. A Danglu.

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██       I droni: problema morale o risorsa militare? Tutt'e due.

          I droni volano nel mondo senza regole e ammazzano chi è stato deciso debba morire, anche colpendo nel
mucchio. Non è questo un problema morale? Questo l'interrogativo delle Autorità religiose al Congresso Usa. La
guerra al terrorismo non è una guerra giusta? Questo l'interrogativo delle Autorità politiche. Ma come si fa a
parlare di giustizia, se prima non si fissano le regole? Questo il vero tallone d'Achille della sofisticata potenza
militare Usa in grado di colpire a morte i sospettati potenziali autori di atti di terrorismo.

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██       Un monaco. Una monaca. E sei figli.

            L'Europa si sarebbe spaccata in due e le schegge della rottura
avrebbero fecondato il mondo. Cominciò tutto 500 anni fa.
Il monaco, Martin Lutero; la monaca Caterina von Bora.
                                              31.10.1517 - 31.10.2017 :
                                              saranno 500 anni dalla Riforma protestante.
Da quella data ci separa poco tempo. Oltre a ricordare, dovremmo capire la Riforma che partì da Martin Lutero.
Non sarà facile. Un ultimo libro suggerisce di partire dalla storia personale. Il tempo stringe. Sarebbe un peccato
arrivare al 2017 senza aver capito non perché ci fu la Riforma, ma perché ancora oggi ci sia un fossato tra chi
condanna quella riforma e chi la esalta. Possibile che non si possa arrivare oggi ad una visione meditata e pacificata
di quegli eventi, che furono l'inizio esplosivo della modernità? La proposta del libro è di cominciare a conoscere
fisicamente i personaggi. Un'avventura familiare e storica.

Federico A. Rossi di Marignano,  Martin Lutero e Caterina Von Bora. Il riformatore e la sua sposa, 2013, Milano, Ancora,  pp.416.

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██       Dietro il matrimonio.
            L'antica contesa tra suono e senso dei termini.

Una parola, matrimonio, in bilico tra semplice emissione di fiato, suono,
e complesso organismo sostanziale in funzione di un significato, un senso.
La Francia ha risposto militarescamente al quesito del nostro tempo.
Indomita, ha inalberato il suo nuovo stendardo per una nuova legge
per fare i conti con le parole padri e madri. Ma forse anche proprio con i padri e le madri.
        Il suono delle parole ha spesso fatto la storia.
        Ma è sempre la storia a produrre e conservare il significato delle parole.
Il conflitto tra suono e significato è oggi qualcosa di diverso, e più grave, dell'antica medievale disputa nominalistica.
Ne sa qualcosa il Regno Unito, dove la politica omoconiugante (366 contro 161 nella Camera dei Comuni)
ha già esposto la società alla limitazione della libertà di parola e alla compromissione della libertà di religione. 
Come non cogliere l'associazione assassinio-suicidio?
Dall'assassinio nella cattedrale, del 1170, catarticamente rivisitato da Eliot nel 1935,
al suicidio nella cattedrale, del 2013, conturbantemente sepolto dai chiassosi divulgatori del silenzio.

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██  Mathématique sans  Frontières - 2013 - Marseille

█         Introduzione.
Matematica.  Senza frontiere. É vero. Rimane solo la frontiera-lingua, un problema che risolveremo solo alla fine del
tempo. Per questo nostro tempo ci accontentiamo di contare quanti siamo, quanti sono i paesi, quante le classi che
partecipano a questo incontro MsF 2013. Siamo in 88 persone presenti, 6 paesi rappresentati (Italia, Francia,
Germania, Romania, Svizzera, Libano). Come si vede i paesi non sono tutti confinanti, ma, nel mondo, il confine
vero è tra il cielo e la terra. È qui che i popoli veramente si incontrano.

█         I.
Un promemoria, come questo, non è una relazione, né una cronistoria di tre giornate - dal 17 al 19 maggio 2013 - e
neanche il racconto di come nasce, si forma e cresce un ''campioncino'', che si candidi a vincere un nuovo premio,
magari per lui il primo. No. Qui ci sono solo quei docenti di matematica e quegli ispettori scolastici che hanno
promosso e seguito nei vari istituti di ogni ordine e grado la partecipazione delle classi a MsF. La partecipazione di,
e in, una classe: questa la condizione, la tecnica e il metodo per partecipare a MsF. Lo sappiamo tutti che in ogni
classe c'è il ''secchione'', ma c'è anche il ''lentone''. Qui, a MsF, non interessa. A MsF interessa sapere cosa sa fare
una classe intera, specialmente se le diverse capacità, attitudini e curiosità collaborano per l'esito finale. E l'esito
finale è proprio questo: saper risolvere i quesiti e i problemi che durante l'anno scolastico una ristretta èquipe
internazionale di MsF ha preparato. Ma anche questa preparazione è collettiva: singole delegazioni dei vari paesi
fanno pervenire i loro problemi già preparati, ma suscettibili di intervento per rendere coerenti le prove. E le prove
arrivano direttamente alle classi. E arrivano anche le delegazioni dei vari paesi per incontrarsi, conoscersi e riunirsi
in Assemblea Annuale.

█         II.
Primi, quest'anno, a presentarsi all'incontro di Marsiglia gli italiani. Una bella composizione di edifici sparsi sulla
destra de la gare. Davanti all'edificio di Chimica, un vero e proprio modello di piccolo tempietto greco, un tavolo per
l'accoglienza. Ci hanno invitati ad entrare nelle aule per verificare l'andamento delle ultime prove di MsF, che
alcune classi all'interno stavano svolgendo. Ma chi si azzarderebbe ad alterare il clima di una classe impegnata a
risolvere ogni rompicapo matematico? Anche una presenza discreta e silenziosa è un'alterazione. E se noi fossimo
sempre più attenti, dovremmo riconoscere che la sola presenza è capace di cambiare la nostra attenzione e, a volte,
la nostra vita. Poi l'Assemblea dei Soci di MsF. Poi, molto spartano, un pranzo in un'aula di Luminy, la sede più
specialistica di matematica di tutta la regione di Marsiglia, dopo un'eccellente carrellata delle modalità con cui la
matematica può essere insegnata nei vai ordini di scuola, dalle elementari alle ultime classi superiori. Ad esempio:
insegnare le operazioni elementari ai bambini, facendo usare materialmente le loro mani e tutte le loro dita; oppure
quelle parti fondamentali e coerenti che accompagnino le diverse specializzazioni professionali nei corrispondenti
indirizzi; oppure l'applicazione matematica a tutte le varie parti della geologia nei licei.

█         III.
Anche i numeri hanno un clima. Sereno, imperturbabile. Esattamente l'opposto di quello di Marsiglia di questi
giorni: pioggia, vento, raffiche, pozzanghere, rovesci. All'accoglienza è stata offerta una grande borsa di panno con i
programmi dentro e una piccola scatoletta di alluminio. Una scatoletta piena di energia. Apertala, incastrato nella
spugna nera, un cubo. Luminoso come argento. E invece è un cubo di piccolissimi pallini.  Magnetici. E quindi stretti
coesi tra loro. Il materiale è una novità: neodine o néodyne. Colore argenteo. Provenienza: Cina, sicuramente
derivante dalle ricerche più avanzate che lì si conducono sul fronte nuove forme di comunicazione, nuovi apparecchi
per la rete mondiale, nuovi materiali. Il cubo: per tutti un rompicapo, perchė, senza saperlo, gli scienziati si
domandano sempre il ''perchė'', anche se studiano solo il ''come''. Invece,  nell'aula della Luminy, come un mago
dinanzi ad una telecamera, un professore, Cristophe, prende il piccolo cubo e, stringendo tra pollice e indice un
vertice, fa sfilare una lunghissima fila di pallini argentati. Il cubo si srotola. E lui lo chiude al collo e gioca a farsi
collane, in vari modi, e, al braccio, braccialetti. Poi una striscia larga di biglie, un piccolo piano rettangolare.
Ruotandolo sulla base più lunga, si forma un tubo. All'interno del cilindro, il vuoto. Se lo schiacci, le pareti si
respingono e ritornano allo stato originario, al cilindro perfetto. E poi: una stella sul tavolo. E poi 2. Entrambe nate
da 5 triangoli posizionati sui lati di un pentagono. Dalla superficie delle due stelle, curvate sulla mano poi ripiegata a
pugno, una sfera. Applauso in sala 12 (l'Anphy) della Luminy. Si sentiva anche l'applauso di chi non aveva potuto
partecipare. Come Anna Maria Gilberti, che di MsF è un'anima.

█         IV.
Tutta la magia del cubo magnetico, o energetico, o dinamico, parte dall'unità base: un piccolo triangolo formato da 4
più 3 più 2 piccolissime biglie. Per ottenere il triangolo dai nove pallini, è sufficiente schiacciare tra le dita i pallini
magnetici, pur disposti in ordine sparso, e voilà. Nove, quindi, l'unità base. E poi, a salire, 45 pallini per il pentagono;
altri 45 per la stella. E così, di 90 in 90, la costruzione può crescere indefinitamente.

█          V.
L'anno prossimo, 2014, in Alsace: 25° di MsF! Certo che da 25 a 90 ci manca tanto tempo! Nessuno di noi ci sarà.
Ma ci saranno il cerchietto, il triangolo, le stelle e la sfera. Speriamo resti anche l'applauso.
                                                                                                                              
                                                               Promemoria scritto e letto in seduta conviviale in una delle sale a Les Arcenaux
                                                                e approvato all'unanimità con applauso conclusivo.

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██       Ideologia di genere: crescono le resistenze.
            Nota sulla Convenzione di Istanbul_________________________________
contro la violenza sulle donne.
Il Consiglio d'Europa ha sempre esaminato la condizione sociale delle persone che abitano gli Stati rientranti
nella propria giurisdizione e non ha potuto non registrare una disparità nel trattamento giuridico differenziato
riservato a uomini e donne nei singoli Stati. Da questa constatazione sono nate diverse direttive per correggere
ogni disparità e infine l'11 maggio del 2011 è stata promulgata una Convenzione, che tutti gli Sati dovranno
recepire. 
Si tratta della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti
delle donne e la violenza domestica, inserita al N° 210 della Serie dei Trattati del Consiglio d’Europa.
Ne sono seguiti vari dibattiti parlamentari nei singoli parlamenti e gradualmente i vari Stati passano poi
all'approvazione e recezione della stessa Convenzione. Non bisogna però credere che in tutte le società il dibattito
sia stato sereno ed univoco. In generale la Convenzione è stata salutata come opportuna e salutare, ma le richieste
di emendamenti si sono fatte sempre più stringenti. Ciò che ha colpito gli analisti più attenti è stato il modo in cui,
nel correggere le disparità di trattamento, verificabili alla luce del riferimento univoco ai Diritti Umani, siano stati
introdotti concetti non presenti nei Diritti umani e discendenti direttamente da una nuova ideologia, che, come ogni
ideologia, promette di condurre l'umanità verso nuove frontiere di libertà: l’ ”orientamento sessuale” insindacabile
e l’ ”identità di genere” come categoria superiore a quella di "essere umano" o di "persona".
Portato della rivoluzione sessuale del '68, il tema dell' "identità di genere" servì per far cavalcare a psicologi e
psicanalisti l'onda della libertà verso approdi scientifici. Un'illusione tutta americana di studiare e ricondizionare ciò
che sembrava misterioso ma condizionato. Dettero man forte l'UCLA Medical Center con il proprio "Gender
Identity Research Project", Robert Stoller con il testo Sesso e genere, John Money con le le prime teorie e la prima
clinica sull'identità di genere. Ogni utopia ha sempre donato all'umanità come proprio paradosso la speranza di un
nuovo fondamento certo della libertà individuale o collettiva e insieme il risveglio in una realtà meno libera. Un
percorso sempre disponibile ad ogni individuo che dimentica la nicchia originaria ed insopprimibile della libertà: la
coscienza. La dimenticaza della sua esistenza spalanca la porta ad ogni utopia.
Questa volta però alcuni custodi della nicchia non si sono lasciati sorprendere avviluppati dentro il complesso
articolato degli 81 capitoli della Convenzione di Istanbul e hanno preso per il capo il filo che stringe la Convenzione e
lo hanno denunciato in prima battuta ai loro rispettivi governi e in seconda battuta all'opinione pubblica mondiale.
Autori di tale denuncia prima l'Episcopato polacco (dicembre 2012) e prorio oggi l'Episcopato lituano.
Nel corso dei secoli nelle società europee sono sempre nate, ad ondate successive, nuove e potenti utopie.
Un tempo le istituzioni politiche che reggevano i popoli europei osservavano quei fenomeni e tentavano di recepire i
bisogni distinguibili dietro il fumo utopico. Oggi avviene il contrario: sono le istituzioni politiche a farsi messaggere
di visioni utopiche dentro le quali annebbiare bisogni reali e coscienze lucide. Da qui la decadenza europea.
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██       Tempo di esami per le scuole. Dovremmo poterli fare davvero. Ma alle scuole del mondo.
            Il responsabile delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme, ad esempio, chiede che il mondo
si interroghi su quanto sta avvenendo a Gaza. Quanta solidarietà è data alle popolazioni e ai governanti
di quella striscia? Tanta e da tutti. Eppure bisognerebbe chiedersi se è accettabile che continuino ad essere
erogati sussidi a un territorio guidato da un governo influenzato dagli islamisti di Hamas: una legge emanata
lo scorso aprile dal locale  Ministero per l‘istruzione -entrerà in vigore a settembre - stabilisce che le classi
di tutte le scuole di ogni ordine e grado dovranno obbligatoriamente essere divise in base al sesso
e che gli insegnanti - uomini e donne - non potranno impartire lezioni a allievi dell‘altro sesso con età
superiore ai 9 anni. Non ci si accorge di questa realtà o si preferisce fingere di non accorgersi?


                                             
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██       A scuola in Europa. Come muli.
            Per la dimensione economica il dibattito è acceso: dentro o fuori dall'Europa?
E per la dimensione scolatica e universitaria? Ce ne andiamo come somari? O ci rimaniamo come muli?
C'è in Europa un  "gruppo di alto livello per la modernizzazione dell'istruzione superiore pubblica".
Lo sapevano in pochi. Oggi ha pubblicato la sua prima relazione. Non lo sa nessuno.
Il senso del messaggio è chiaro ed è rivolto alle università:
            inutile giocare a fare ricerca, se poi permettete che il livello dell'insegnamento in ogni ordine
e grado arrivi ad un degrado intollerabile; prendetevi il tempo e il denaro che vi occorre e migliorate
e fate migliorare la qualità dell'insegnamento.
La ricetta? Sedici raccomandazioni. Sarebbe interessante conoscere le risposte di chi è chiamato in causa.
                                             
Le Sedici raccomandazioni________________________


                                             
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██       Oasis a Milano il 17 e il 18 giugno.

            Per una rivista, "Oasis", fondata dal card. Scola dieci anni fa, settanta invitati verranno a Milano
da tutto il mondo per esaminare una questione:

                                              "Sul crinale. Cristiani e musulmani tra secolarismo e ideologia".

            Bisogno comune: capire come la secolarizzazione abbia trasformato e stia trasformando il mondo,
occidentale e orientale.  Si imporrà un giudizio sulle "primavere arabe". Sarà necessario capire quali
contraccolpi nel mondo islamico stia generando proprio l'integralismo islamico. Ci si interrogherà sulla
possibilità che il secolarismo islamico sia la ricaduta ideologica del rifiuto generato in tanti giovani islamici
proprio dalla scorciatoia fondamentalista e violenta. Non verranno ignorate le risposte che le comunità
islamiche occidentali si danno, quando si interrogano sul senso, sulla direzione, che assumono in occidente
sia la laicità, sia il laicismo. Si vorrà capire se le  possibilità di dialogo tra cristiani e musulmani risentano
delle direzioni divaricanti generate dalle ideologie, oppure ne possano esserne incoraggiate.
            Saranno presenti eminenti personalità islamiche: Muhammad Muhanna, direttore dell'Accademia
sufi e professore di diritto all'Università di al-Azhar (Il Cairo, Egitto); Sami Angawi,  presidente dell'Isti-
tuzione Al-Makkiyah Al-Madaniyah, (Jedda, Arabia Saudita); Sayyid Jawad al-Khoei, assistente del
Segretario generale, al-Khoei Foundation, Najaf (Iraq). E cristiane: vescovi e sacerdoti del mondo arabo, nordafricano, nigeriano e indiano. 
            Il mondo occidentale secolare sarà rappresentato da figure accademiche degli Stati Uniti,
del Regno Unito, della Francia, della Germania e dell'Italia.


                                             
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██       Vendeva caffè.

            Muhammad al-Qatta vendeva caffé in un quartiere di Aleppo, in Siria, dentro il suo chiosco. Molto giovane. Così tanto profumo. Così pochi soldi. Poi arrivano due miliziani a bere il suo caffé. Vuole essere pagato. Ma i miliziani venuti chissà da dove, combattenti contro il governo del suo paese, infestato da infedeli, glielo dicono: non possono pagare, non vogliono pagare. Tutti i siriani dovrebbero ringraziarli, anche lui con il suo caffé. Vuole essere pagato. Vive di quello. Ma loro, combattendo il governo regolare, loro, stanno preparando, per tutti, il momento più bello, quello del ritorno alla legge di Maometto. - Ma Maometto per primo mi avrebbe pagato, se avesse bevuto il mio caffé ! - - Vieni con noi. Tu insulti Maometto ! - Lo portano nel centro della piazza. Lo legano. Gli leggono l'imputazione. Tre, quattro altri miliziani camuffati da passanti confermano l'accusa. Forse Muhammad avrà pensato di non dover neanche più rispondere. Si sentiva sin lì l'aroma intenso del caffé. E il chiosco era rimasto incustodito. Meglio fare presto. Lo bendano e lo freddano. Due colpi, sordi, alle spalle, alla nuca e alla schiena.
È venuto giù come un sacco di caffé vuoto. Davanti: i suoi genitori al centro della piccola folla del quartiere, cento persone. A ricordarlo dentro il chiosco, a servire caffé.



                                             
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██       Risultati elettorali in Iran.

            I risultati delle elezioni in Iran saranno commentati da ogni angolo visuale possibile e da tutti  gli osservatori possibili nel mondo. Soprattutto si cercherà di capire quali dinamiche interne hanno consentito l'elezione del nuovo presidente già al primo turno, senza ulteriore necessità  di un prossimo ballottaggio. Così, alla fine di ogni analisi, ciascuno saprà compilare la sua  brava classifica tra vincitori e vinti. Noi, senza nessuna particolare analisi, siamo convinti che la vittoria sia chiarissima. Ci basta guardare il numero dei votanti. Ha vinto l'Iran, tutto l'Iran: ha votato l'80% degli elettori. Ed è stato messo a tacere il mondo che ha dipinto l'Iran come il  male assoluto, il nemico della pace, l'oppressore del proprio popolo, il segreto artefice dell'arma atomica per l'annientamento dei propri vicini. Guardiamo i numeri, l'80%, e capiamo che l'attaccamento di quel popolo a voler costruire con le proprie mani il proprio presidente è uguale, se non più forte, di qualsiasi altro popolo. Forse meriterebbe, anche solo per questo, un  rispetto maggiore. Specie da noi, italiani, che sappiamo bene come si elegge un presidente!!! Rispetto maggiore. Maggiore del rispetto delle sanzioni, inflitte per imbrigliare la politica del  governo iraniano, ma servite per dimezzare la capacità reddituale di ogni singolo iraniano. Oggi la svolta: bisognerà dialogare con un paese che le lezioni di democrazia, più che riceverle, potrebbe darle. Il nuovo presidente, Hassan Rohani, 64 anni, appartiene al clero, veste il suo turbante bianco, il più alto nella gerarchia religiosa dopo il turbante nero. Negli anni ’60 fu spedito in carcere, per aver criticato lo Scià. Dopo la rivoluzione è sempre stato rieletto deputato della Repubblica islamica, per 20 anni. Dal 1999 ha imparato a negoziare sul  nucleare. Ora dovrà negoziare qualcosa di più difficile: far sedere il suo paese in una zona più  comoda di quella che i suoi predecessori gli avevano fatto guadagnare: l'angolo del sospetto.  Dovrà negoziare per sedere all'angolo della speranza. Non so se gli analisti sapranno augurarglielo. Chi guarda con rinnovato rispetto l'Iran, certamente sì.

                                             
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██       Violata la libertà religiosa:

            non è successo in guerra, né in Tibet, né in Africa, né in India,
né in nessun altro luogo di violenza contro le religioni.
È accaduto in Francia e in tempo di pace: violata la libertà religiosa a Nantes.
Nella bella cattedrale di Nantes sconosciuti si calano all’interno di notte dopo essersi arrampicati sui ponteggi di restauro. L'altare  e gli oggetti sacri sono profanati. Dirà il vescovo, mons. Jean-Paul James: “Il nostro Paese garantisce, per legge, il rispetto dei culti, delle religioni e dei fedeli. La libertà religiosa è anche il nostro bene comune. Confidiamo nella giustizia perché faccia luce sugli autori e sulle circostanze di questa profanazione”. Gli autori, forse, sarà difficile identificarli, ma le circostanze sono chiare: sono tutte lì davanti, evidentissime: sono l'Europa di oggi. Di quella di ieri vogliamo solo ricordare che fu proprio a Nantes che fu promulgato un editto per la libertà di culto in tutto il territorio francese, nel  1597, per arrivare alla fine delle guerre di religione in Francia. Dopo la profanazione della cattedrale di Saint-Pierre a Nantes, la comunità cristiana, seguendo il rettore della cattedrale, padre Michel Leroy, entra in cattedrale, si raccoglie nella celebrazione di un rito riparatorio e prega.    
            Forse, questo rito potrà rivelarsi più efficace di quello che inizierà la giustizia.


                                             
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██       Chi ha paura della Turchia?

            La Turchia ha un simbolo: Istanbul, una delle più belle città d’Europa.
Istanbul ha un simbolo: Taksim, una delle piazze più contese d'Europa.
Da una parte manifestazioni per la democrazia, dall'altra la resistenza dell'apparato statuale islamico-moderato.
Chi vincerà? Chi avrà meno paura. Ed oggi ad aver paura della Turchia non è nessuna forza interna, ma solo, dall'esterno,  l'Europa. Eppure la Turchia ha un esercito che più filooccidentale non si può. Vale lo stesso per la sua economia, in crescita. E vale anche  per le sue istituzioni, solide. Ma allora, perché tanto allarme? Perché non riusciamo a capire cosa avvenga alle porte della nostra casa europea.  Sembra che il caos si allarghi e si teme possa  inghiottirci. Ma che la polizia entri nella Piazza Taksim e cerchi si sgomberarla da chi vorrebbe tenerla occupata per un mese era prevedibile ed è naturale. Madrid ha vissuto lo stesso schema. Ma Istanbul è agli antipodi di Madrid. Vero. Agli antipodi anche politici. Qui non si occupa al passo sciatto d'un neoanarchismo dei diritti, scandito da sit-in di riposo più che di protesta. Qui in  Turchia è l'opposizione ad organizzarsi, tra laici kemalisti, liberali, donne modernizzanti, islamici moderati, dietro lo schermo della difesa di un bosco cittadino, per immobilizzare chi vorrebbe cambiare la Costituzione in senso presidenzialista.  Sembrerebbe, in fondo alla questione, che nel partito islamico alla guida della Turchia, l'Akp, sia maturata la coscienza che, per poter  essere alla testa di tutti i sommovimenti mediterranei, la Turchia necessiti di un presidente plenipotenziario investito direttamente dalla sovranitò popolare. Chi guarda solo in casa - ed è appoggiato dalla magistratura che difende il parco cittadino-, si opppone. Chi guarda fuori, e da fuori - i turchi all'estero per lavoro e per studio sono milioni - tira dritto. La posta in gioco non è la sopravvivenza di un bosco, Gezi Park, ma la trasformazione della Turchia all'interno della trasformazione del Mediterraneo. Tra poco ci sarà un referendum sulla Costituzione. Vedremo gli esiti.
             L'Europa, non capendo il Mediterraneo, può capire la Turchia? Si limita a temerla.


                                             
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██       Anche la Libia ha un Parlamento. In pugno ai miliziani.
            Ed è strage politica. Oltre a quella militare.

Dopo che il 5 maggio a Tripoli i miliziani circondarono il Parlamento, imponendogli di estromettere dalle istituzioni tutti gli «amici di Gheddafi», il Parlamento si sbriciolò, votando la "Political isolation law": 200 i voti, 164 sì e 4 no. Tutto in diretta tv pubblica. Uno scempio per una democrazia. Una normalità per una democrazia importata.
Le potenze occidentali che hanno distrutto la Libia ostentano indifferenza. Eppure è strage politica: cadono il primo ministro Ali Zeidan, ambasciatore negli anni '70 e dal 1980 all'ooposizione; il presidente del Congresso generale nazionale, alias Parlamento, Mohamed Al Megaryef, negli anni '80 ambasciatore e poi sempre in esilio; ed altri 4 ministri, 15 parlamentari; tanti i dirigenti di media, forze di sicurezza, sindacati e docenti universitari. Tutti con le medesime credenziali di distanza dal vecchio regime.
            Unica voce a gridare allo scandalo Human Rights Watch, l’organismo internazionale per il monitoraggio dei diritti umani: «Il Parlamento non deve lasciarsi intimorire e adottare pessime leggi perché lo esigono gruppi di persone armate». Troppo tardi, cara signora Sarah Leah Whitson, direttrice dell'ong: in Libia il virus della violenza armata, scientificamente e brutalmente inoculato da Francia, Regno Unito e Usa, sta dando i suoi frutti e solo il clamore delle armi in Siria e delle folle in Turchia sono l'alibi per tutti i media per non parlarne.
            Nel silenzio generale, cogliendo il 64° anniversario dell'indipendenza della Cirenaica dopo la seconda guerra mondiale, lo sceicco Ahmed Zoubair al Senoussi ha proclamato l'autonomia della Cirenaica dalla Libia e l'istituzione di una forza militare cirenaica indipendente. Miliziani a miliziani. E contro quei miliziani arriveranno altri miliziani. Tutti sulla testa del Parlamento. Ritorneranno le etnie a confrontarsi in Libia. Il 9 giugno milizie armate sconosciute attaccano la caserma dello "Scudo", altra milizia armata, ma conosciuta come nerbo dei ribelli antigheddafisti e riconosciuta come “forza di riserva dell'esercito libico”: 31 morti, 55 feriti e le dimissioni del capo di Stato maggiore dell'esercito libico, Youssef Al Mangoush. La milizia "Scudo" ha lasciato la caserma. Al suo posto è entrato l'esercito regolare per impedire il saccheggio delle armi pesanti in deposito.
            Quando la diplomazia occidentale si mise al lavoro, assolutamente impreparata, dinanzi alle vampate delle rivoluzioni sulle sponde meridionali del Mediterraneo, volle usare un trattamento di riguardo al piatto più ricco che quelle sponde le offrivano, la Libia. Invece di sedersi a tavola e ragionare, prima di addentare quelle ricchezze, si alzò, abdicando, e si fece sostituire dai Consigli di Guerra. Evidente oggi la conseguenza di una mancata mediazione storica tra rappresentanza etnica e rappresentanza politica. In qualsiasi paese al mondo esistono fazioni interne pronte allo scontro civile. Lo si chiama scontro politico, finché non si danno loro le armi per assistere allo scempio che possono produrre. Per poi presentarsi come arbitri pacificatori e tentare di definire un nuovo ordine territoriale. Il Mediterraneo, questo ipotetico nuovo ordine, non lo conosce e, forse, non lo conoscerà per molto tempo.   
            Gli agguati all'esercito regolare non si contano. Forse di "regolare" ci sono solo le varie milizie tribali, le uniche che sentono di combattere per l'onore della propria sovranità e contro l'irregolarità di un esercito accusato di aver ceduto la sovranità libica al di fuori della Libia.
            L'agguato più pericoloso? Quello previsto da Gheddafi prima di essere trucidato: l’avanzata di gruppi qaedisti non libici da tutto l’arco nordafricano e dalla regione del Sahel. Gli occcidentali hanno immaginato che la previsione di Gheddafi fosse solo un espediente o una minaccia per allontanarli e sventare così la propria crisi. Oggi quegli stessi occidentali devono subire quell'avanzata e non dispongono di nessun Gheddafi che sappia fermarla. 
            La politica è fatta di calcoli. A volte di azzardi.
            E in Libia l'Occidente ha fatto l'azzardo politico più inquinante possibile per tutto il Mediterraneo.
            Adesso bisognerà rimediare.
            Ma c'è un'alternativa al rimedio di una trattativa dialogante?